Dura e affascinante. Faticosa. Difficile come tutte le avventure.
Non é una corsa da prendere sottogamba e richiede adeguata preparazione.
Ci si scalda i muscoli per le strade di Provaglio (Km 2), giusto per sbuffare subito sulla sgroppata che porta rapidamente dai 220 metri del paese alla Madonna del Corno e ai mt. 673 del
Cognolo (Km 4,150).
Da qui si inizia la lunga traversata, abbastanza agevole, con perenne vista sul lago, che inizia col Mafa, il Marus, prosegue verso il Bocass e scende sotto i 500 metri a Santa Teresa (Km 8,250), sopra Iseo.
Qui il percorso passa poco distante dalla preclusa chiesetta di San Martino
e superato località Invino imbocca il bel sentiero che, passando dalla località Parlo, si immerge in boschi di castagni e abbassandosi si congiunge alla strada che porta fino al Nistisino
( Km 13,500).
Superate le case di questa località, si passa ai piedi del giogo di Santa Maria e girando all'altezza della trattoria Noemi si prosegue verso Dazze.
Il tratto é in falsopiano, sul bel sentiero che si fa strada appena prima della trattoria Pastina (Km 18,160 mt. 813), sotto i contrafforti occidentali di Punta Almana.
Veloce corsa fino ad incrociare la mulattiera selciata che sale da Portole, frazione di Sale Marasino, e che percorrendo la Forcella di Sale porta fino in Croce di Marone.
Sarà uno dei tratti più duri della corsa.
Le forche caudine della Forcella di Sale sono leggendarie.
E' una strada che non ti molla mai e che rampa implacabile con salite che finiscono
su altre salite, fino all'apparizione miracolosa della Madonnina che benedice l'uscita sulla spianata (Km 20,800 mt. 1108).
Poi si respira fino in Croce di Marone (Km 23,400) dove inizia il balzo finale verso il Golem (chiusura cancelleto gara alle ore 11 con deviazione verso Zone).
Sono 800 metri di dislivello che si mangiano in fretta nei primi due faticosi tratti: 300 metri in altezza e si arriva alla Malpensata da dove ci si arrampica fino alla prima malga del Guglielmo.
Dai 1600 metri della malga si prosegue lungo la strada e si raggiunge la malga del Guglielmo di sopra, con il Rifugio Almici ben in vista, percorrendo un tratto che la tradizione ha battezzato "muro del pianto".
E poi via, verso il traguardo.
E' comunque uno strappo breve e su in cima, all'arrivo, la possibilità di ristorarsi brevemente prima della discesa da compiersi a piedi (circa un'ora) fino a Zone.




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